RINO DUCA

Rino Duca nasce in Sicilia e cresce a Palermo. Il suo primo innamoramento per la cucina avviene al Mercato di Ballarò, dove fin da ragazzino ama perdersi nel mix di colori e profumi di quello che definisce, prima di tutto, come un “laboratorio intellettuale e umano”.

Dopo gli studi all’Istituto Alberghiero si iscrive a Scienze Politiche e si trasferisce in Emilia, terra che lo affascina da sempre per la sua forte coscienza civica e la sua cultura dell’integrazione. Lavora in una casa di accoglienza per tossicodipendenti e in un carcere, ma la passione per la cucina rimane sempre viva in lui. Una cena al Gambero Rosso di Pierangelini gli dà la spinta e il coraggio necessari a intraprendere la sua avventura da solista: nel 2008 apre Il Grano di Pepe.

“Sperando che il calore della terra siciliana possa sciogliere la nebbia fitta in Val Padana”
cantava Daniele Silvestri. In questi dieci anni, la cucina di Rino Duca ha fatto questo e
molto di più. La sua è una cucina con le radici ben piantate nel suolo fertile della Sicilia, che attinge al paniere dei suoi ricordi in piatti come Pane e panelle, la Zuppa di pesce tra Palermo e Marsiglia, gli Spaghetti al nero di seppia ed essenza di mandarino, l’opulento timballo del Gattopardo e i dolci: il cannolo, la cassata, la granita con brioscia. Ma la sua cucina ha assorbito anche dalla terra emiliana che la circonda.
Il legame con l’Emilia viene consolidato nel 2014 con l’Orto di Gandò, in un terreno a pochi chilometri dal ristorante, nella bassa modenese; un orto sinergico che cura insieme ai ragazzi suo ristorante e che contribuisce a dare ritmo e forma alle sue giornate, ricordandogli di rispettare i tempi e i frutti del terreno.

Al Festival dei Sapori d’Italia 2023 lo troverete sul palco del Salone del Podestà, durante il talk-show Viaggio fra i Sapori, lungo la Ciclovia dell’Appennino.

 

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